La cifra MILIONARIA per cui la Ferrari venderà la monoposto di F1 di Schumacher

La cifra MILIONARIA per cui la Ferrari venderà la monoposto di F1 di Schumacher
Michael Schumacher ha vinto cinque titoli con la Ferrari
Uno dei veicoli iconici della Ferrari, guidato da Michael Schumacher – sette volte campione di Formula 1 – è ora in vendita. Gli appassionati di corse hanno l’opportunità di possedere un autentico pezzo di storia, a patto di disporre di un investimento pari a 7,5 milioni di euro.
Questo esemplare rappresenta non solo l’eccellenza tecnica della scuderia rossa, ma anche l’eredità di un’epoca in cui la passione per la velocità e l’innovazione ha segnato ogni curva delle competizioni.
Schumacher milita per la Ferrari dal 1996 al 2006, periodo durante il quale ha conquistato cinque titoli mondiali. Dopo essersi distinto con Benetton, il pilota tedesco ha deciso di unirsi all’emblematica scuderia di Maranello per guidare il leggendario bolide rosso. La strada verso il successo non fu immediata: solo nella sua quinta stagione in squadra riuscì a imporsi conquistando il terzo titolo mondiale, affermandosi così come figura imprescindibile nella storia della Formula 1.
Tra il 1996 e il 1999 sia lo skipper che il team attraversarono periodi di difficoltà, nonostante Schumacher riuscisse a raccogliere 16 vittorie in Gran Premi. Oggi, il Ferrari F310 B del 1997 viene messo all’asta tramite RM Sotheby’s e il suo telaio è stimato tra i 5,5 e i 7,5 milioni di euro. Questo bolide, pur essendo stato impiegato in ruoli di riserva, conserva una carica storica che lo rende un vero gioiello per collezionisti ed entusiasti della Formula 1.
La stagione 1997 si rivelò particolarmente intensa per Schumacher, che ottenne cinque vittorie e si contese il titolo mondiale contro Jacques Villeneuve. Al Gran Premio Europeo, ultima gara della stagione, il tedesco, in vantaggio di un solo punto, tentò una manovra decisiva per eliminare il pilota canadese, azione che avrebbe potuto garantirgli il titolo. Tale episodio, però, si concluse in maniera controversa, segnando un capitolo drammatico nel campionato.
La FIA, dopo aver valutato attentamente la situazione, concluse che l’azione aveva provocato un incidente evitabile e decise di squalificare Schumacher dal campionato. Sebbene il risultato della corsa avrebbe potuto consentire a Villeneuve di accaparrarsi il titolo, il pilota canadese riuscì comunque a completare la prova, realizzando un terzo posto. Questo episodio resta uno dei momenti più discussi e controversi nella recente storia della Formula 1.
Il telaio all’asta era stato utilizzato esclusivamente come riserva per i Gran Premi di Giappone ed Europa, due delle gare più drammatiche di quella stagione. Inoltre, Schumacher impiegò il veicolo durante le qualifiche del Gran Premio del Belgio del 1997, mentre il compagno Eddie Irvine lo pilotò nelle corse in Italia e in Austria. Particolare importanza ha il fatto che questo modello fu l’ultimo disegnato dal leggendario designer di F1, John Barnard, contribuendo a sigillare una parte fondamentale della storia automobilistica.
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Le difficoltà in Ferrari hanno aperto la strada a una stagione di successi
Negli anni Novanta il team faticava a tradurre le buone prestazioni in titoli – fatta eccezione per il campionato costruttori del 1999 – eppure Schumacher mostrava un ottimismo contagioso, raccogliendo numerose vittorie nelle prime stagioni con la rossa. Il successo arrivò nel 2000, quando il pilota e la scuderia, dopo quasi due decenni di attese, trovarono finalmente la via verso il titolo mondiale, un risultato che rappresentò un sollievo e una ventata di rinnovata fiducia per tutti gli appassionati.
Quello che seguì fu senza dubbio un periodo di dominio assoluto in Formula 1. Tra il 2000 e il 2004 Schumacher vinse cinque titoli consecutivi, stabilendo un record che ancora oggi resta imbattuto. Con sette campionati mondiali al suo attivo – cifra pari solo a quella raggiunta da Lewis Hamilton, ma mai superata – il tedesco si affermò anche tra i leader per numero di vittorie, podi e pole position. Dopo il ritiro nel 2006, tentò un ritorno nel 2010 con il team Mercedes, esperienza che purtroppo non gli consentì di replicare i successi del passato, ritirandosi definitivamente nel 2012.
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