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Kimi Antonelli, Mercedes, Imola, 2025

EREDE? L'ex ingegnere di Hamilton vede qualcosa di SPECIALE in Antonelli

Kimi Antonelli, Mercedes, Imola, 2025 — Foto: © IMAGO

EREDE? L'ex ingegnere di Hamilton vede qualcosa di SPECIALE in Antonelli

Alessandro Lombardo

Kimi Antonelli ha realizzato la sua prima vittoria in Formula 1 in Cina. Dopo la gara, l'ingegnere di pista Pete Bonnington ha confessato di essersi preoccupato nel vedere il giovane pilota italiano perdere aderenza.

Il weekend a Shanghai è stato quasi perfetto per Antonelli, che aveva già fatto la storia sabato diventando il più giovane a ottenere la pole position. Durante la gara di domenica, sin dall'inizio ha dovuto fronteggiare un aggressivo Lewis Hamilton, ma il teenager è riuscito a riconquistare la testa della corsa, ampliando il vantaggio fino a nove secondi.

Con tre giri rimasti, ha avuto un imprevisto bloccando le ruote in una curva stretta, un episodio che lui stesso ha definito un “momento di infarto”. Nonostante questo, il giovane pilota ha saputo mantenere il ritmo, assicurando alla Mercedes una doppia vittoria con George Russell al secondo posto.

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Bono vede in Antonelli una “décima extra”

Pete Bonnington, che per anni è stato il braccio destro di Hamilton, ha riconosciuto in Antonelli qualcosa di davvero speciale. “Tempo fa avevo letto un libro sulla regola delle 10.000 ore e credevo fermamente che, con sufficiente pratica, si potesse diventare il migliore”, ha raccontato l’ingegnere a PlanetF1.

Tuttavia, lavorando a stretto contatto con i grandi del paddock, ha compreso che c’è un qualcosa in più: “Ho incontrato piloti come Michael e Lewis e ti rendi conto che serve uno sforzo aggiuntivo, quella decima ora extra o anche due. Ed è proprio ciò che possiede Kimi, come dimostrano i numeri. Il suo controllo della vettura è unico ed equilibrato.”

Il rapporto in pista con Antonelli rappresenta un’esperienza completamente diversa per Bonnington rispetto a quella vissuta con campioni consolidati.

“Con Lewis sapevo esattamente cosa aspettarmi, mentre con un esordiente il mio ruolo diventa quello del mentore. È una sfida, perché ciò che prima era naturale ora deve essere richiamato nei minimi dettagli”, spiega l’ingegnere. Nonostante la differenza d’età, l’intesa nel team è perfetta, e Antonelli si distingue per l’energia rinnovata accompagnata da un tocco di umorismo che rallegra l’ambiente.

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