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Hamilton and Adami in conversation on F1 grid in Ferrari race kit

Hamilton prepara il caos in Ferrari prima dell'inizio della stagione

Hamilton prepara il caos in Ferrari prima dell'inizio della stagione

Alessandro Lombardo
Hamilton and Adami in conversation on F1 grid in Ferrari race kit

A soli sei giorni dall’inizio dei test di Formula 1, Lewis Hamilton si trova ancora a dover fare i conti con la mancanza di un nuovo ingegnere di gara in Ferrari, una situazione che suscita non poche preoccupazioni.

L’annuncio dell’uscita di Riccardo Adami ha immediatamente sollevato il quesito su chi lo avrebbe sostituito – e, spoiler, non si parla di Peter Bonnington. Già a una settimana dall’avvio dei test a Barcellona, Hamilton resta senza un sostituto, circostanza che sembra destinata a proseguire durante i primi giri con l’SF-26.

Inoltre, secondo il Corriere della Sera, Bryan Bozzi, ingegnere di gara di Charles Leclerc, assisterà entrambi i piloti Ferrari durante le prove private, una soluzione che appare tipicamente “fiorentina”. Il pilota di punta della Scuderia si prepara per un 2026 ricco di incertezze e sfide, senza avere al suo fianco un elemento essenziale, cosa che lascia dubbi sul controllo interno del team. La domanda fondamentale rimane: perché Ferrari ha annunciato l’uscita di Adami se, in ogni caso, non era già presente un sostituto?

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Il disastro con l'ingegnere di gara di Hamilton simboleggia il caos

Senza un ingegnere assegnato per i test, l’uscita di Adami appare come una decisione affrettata, priva del supporto necessario per Hamilton e senza un piano per garantire una transizione fluida.

È fondamentale evitare che il pilota ripeta l’esperienza negativa vissuta con il suo ex ingegnere, ma come instaurare quel legame essenziale se nei primi test non dispone nemmeno di un referente dedicato? Ogni aspetto di queste giornate, dal comportamento delle gomme all’affidabilità della vettura, acquisisce un’importanza del tutto nuova alla luce delle normative vigenti. In questo contesto, è difficile comprendere perché Ferrari abbia scelto di seminare incertezza in un momento così cruciale, una scelta che risulta, per lo meno, sconcertante.

L’idea di “condividere” un ingegnere di gara appare altrettanto bizzarra, soprattutto se si considera che il rapporto tra pilota e ingegnere è il legame essenziale che connette chi è in cabina all’intera squadra – un’intesa che non è semplice da ottenere, come evidenziato anche dai toni a volte tesi tra Leclerc e Bozzi nelle comunicazioni radio. Come potrà, dunque, Bozzi dividere efficacemente la sua attenzione tra i due? Ricordiamo quando Leclerc, in tono scherzoso, osservò di avere “il sedile pieno d’acqua” e Bozzi replicò ironicamente “deve essere l’acqua!”.

Hamilton rifiuta questo tipo di comunicazione imprecisa; ha bisogno di chiarezza, dati concreti e di un ingegnere che si schieri al suo fianco senza esitazioni. Forse l’intenzione di Ferrari ai test di Barcellona è quella di unificare gli sforzi, abbandonando i classici gruppi separati per Hamilton e Leclerc, ma se Bozzi dovesse davvero dividersi, ne risulterebbero evidenti due problemi: i processi interni non migliorano e l’organizzazione resta caotica, prefigurando un 2026 poco rassicurante.

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