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An Audi F1 logo is shown surrounded by dollar bills

Audi punta 2 miliardi di sterline sulla F1, ma sarà un flop?

Audi punta 2 miliardi di sterline sulla F1, ma sarà un flop?

Alessandro Lombardo
An Audi F1 logo is shown surrounded by dollar bills

Después una lunga attesa, finalmente Audi farà il suo ingresso in Formula 1, diventando una delle sottotrame più intriganti della stagione 2026.

Il conto alla rovescia per questo importante evento raggiungerà il suo momento clou martedì 20 gennaio, quando il “nuovo” team presenterà ufficialmente il proprio design a Berlino, in Germania. Per la prima volta nella sua storia la casa tedesca varcherà le porte della F1, costringendo rivali come la Mercedes a fare maggiore attenzione mentre si contendono lo stesso territorio. Chissà se questo stimolerà persino gli ex alleati di BMW a ritornare nella massima categoria.

Ma concentriamoci su Audi. Come si concretizzerà il suo ingresso in F1? Quali piloti guideranno la scuderia e quali investimenti sono stati messi in campo? Le domande sono tante e riflettono le grandi aspettative per questo ambizioso progetto.

È Audi un team nuovo nella F1?

La risposta è in parte sì e in parte no. Pur segnando il debutto in Formula 1, il team in sé non rappresenta una novità assoluta. Nato come Sauber – passata in seguito anche sotto il controllo di BMW – la scuderia ha disputato gare già dagli anni ’90, nell’epoca leggendaria di Ayrton Senna. Questa solida base permette al marchio di partire con fondamenta già consolidate. Inoltre, Audi non ha agito alla cieca: l’acquisizione della scuderia svizzera è stata completata in tempo per la stagione 2025, garantendo così che decisioni strategiche e nomine chiave fossero già affidate al costruttore da circa un anno.

Qual è il costo dell’ingresso di Audi in F1?

L’investimento complessivo destinato da Audi per immergersi nel mondo della F1 si aggira intorno ai 2 miliardi di sterline. In primo luogo, l’acquisizione di Sauber, avvenuta 12 mesi fa, ha comportato un esborso di circa 485 milioni di sterline; a questo si aggiungono circa 525 milioni necessari per sviluppare un motore in grado di trasformare la scuderia in un autentico team di fabbrica. Inoltre, c’è un tetto annuale di spesa pari a 215 milioni di dollari (circa 105 milioni di sterline) che Audi dovrà gestire nel modo più oculato possibile. Se si considerano anche i costi operativi – contratti e bonus per i piloti – la spesa annua potrebbe avvicinarsi ai 260 milioni di sterline. Con un impegno minimo previsto di cinque anni, l’investimento totale potrebbe raggiungere i 2 miliardi di sterline entro il 2030, col vantaggio di aver ereditato Sauber, risparmiando la quota d’ingresso per un team nuovo, pari a circa 150 milioni di sterline.

Quali sono i maggiori punti di forza di Audi?

Il progetto Audi F1 si avvale di un’immensa esperienza nel mondo delle corse. A guidare ufficialmente il “Progetto Audi F1” c’è Mattia Binotto, che ha diretto la Ferrari tra il 2019 e il 2022 e ha iniziato la sua carriera come ingegnere nel 1995; il suo contributo è stato determinante per il rilancio della Scuderia, conducendola verso nuove vittorie. Accanto a lui, Jonathan Wheatley, il cui curriculum parla di successi: iniziato in Benetton nel 1991, ha proseguito con il team trasformato in Renault, rimanendo fino al 2005 e vincendo campionati insieme a Michael Schumacher e Fernando Alonso. Successivamente, dal 2006 al 2024 in Red Bull, ha contribuito in maniera decisiva all’ottenimento di otto titoli, tra cui quelli di Sebastian Vettel e Max Verstappen. Debuttato come direttore in Sauber nel 2025, Wheatley sembra pronto a guidare l’era Audi nel 2026. Anche il direttore tecnico, James Key, porta una lunga esperienza, avendo lavorato con l’attuale top della F1, la McLaren.

Chi sono i piloti dell’Audi F1?

Gabriel Bortoleto e Nico Hulkenberg guideranno per Audi
Gabriel Bortoleto e Nico Hulkenberg guideranno per Audi

Audi ha scelto una coppia di pilot che unisce giovinezza, esperienza e continuità. Nico Hulkenberg, con il suo esordio in F1 con la Williams nel 2010 e 250 gare alle spalle, dimostra che, a 38 anni, è ancora in grado di darsi il meglio. Notevole, inoltre, il suo primo podio ottenuto con Sauber al Gran Premio Britannico del 2025, in una prestazione superiore perfino a quella di Lewis Hamilton. In seconda fila troviamo il promettente pilota brasiliano di 21 anni, Gabriel Bortoleto, che ha debuttato nel 2025 con Sauber raccogliendo punti fondamentali per affermarsi sulla griglia.

Come ha performato Sauber nel 2025?

Nel 2024, Sauber chiuse la stagione all’ultimo posto della classifica con soli quattro punti, 13 in meno rispetto al team immediatamente superiore, la Williams. Tuttavia, nel 2025 la scuderia riuscì a ritagliarsi un miglioramento, concludendo al nono posto con 70 punti, a soli 19 punti dal settimo classificato, Aston Martin. Questo slancio positivo è stato evidente sin dall’arrivo di Audi.

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Cosa aspettarsi per il 2026?

Audi non gode del lusso di anni interi per mettersi alla prova come team completamente nuovo, dato che l’evoluzione di Sauber sotto nuova veste è già in corso. Non si prevedono vittorie o podi immediati; nonostante la notevole performance di Hulkenberg a Silverstone lo scorso anno, un miglioramento rispetto al nono posto costituirebbe un eccellente inizio. La vera sfida con la Mercedes arriverà successivamente. Parallelamente, Audi ha dovuto sviluppare una nuova unità di potenza per sostituire quella ereditata da Sauber. Sebbene il progetto sia ambizioso e impegnativo, soprattutto se confrontato col ritmo dei team più affermati, offre enormi potenzialità di crescita per elevare la scuderia al rango mondiale.

Nico Hulkenberg ha conquistato un podio iconico nel 2025
Nico Hulkenberg ha conquistato un podio iconico nel 2025

Perché Audi decide di entrare in F1?

Non c’è mai stato momento migliore per immergersi nel mondo della Formula 1. L’introduzione del tetto salariale ha limitato gli sprechi del passato, rendendo la partecipazione economicamente più accessibile. Le nuove regolamentazioni del 2026 impongono a tutti i team di ripartire da zero nel design delle vetture, creando così condizioni di gara più equilibrate. Inoltre, la F1 rappresenta una vetrina pubblicitaria di altissimo livello per il settore automobilistico: come dimostrato dalla Mercedes con l’arrivo di Lewis Hamilton e il conseguimento del titolo, associare il marchio a prestazioni di alto livello e innovazione rafforza la percezione positiva del pubblico.

L’ingresso in Formula 1 rappresenta ancora una scommessa rischiosa per Audi?

Senza ombra di dubbio, questa scommessa comporta dei rischi. Audi si avvale di una consolidata esperienza nelle corse, avendo dominato le 24 Ore di Le Mans e ottenuto addirittura un 1-2-3 nel 2010. Tuttavia, la storia della F1 è costellata di esempi in cui anche grandi nomi non sono riusciti a raggiungere i risultati sperati. Toyota, ad esempio, ha investito miliardi nei primi anni 2000 per ritrovarsi poi a metà classifica e abbandonare il progetto. Allo stesso modo, Honda, dopo ingenti investimenti in McLaren a partire dal 2015, non è riuscita a trasformare la sua scuderia in una vera contendente, relegandola tra le retrovie. Anche BMW, che prese il controllo di Sauber nel 2006, si ritirò dopo quattro stagioni, mentre Ford, dopo l’acquisizione della Stewart nel 2000 (sotto il nome Jaguar), vide la situazione peggiorare fino all’arrivo di Red Bull. Se Mercedes ha dimostrato che una gestione oculata può aprire la strada al successo, l’investimento da solo non basta. Per avere successo, Audi dovrà saper investire in maniera intelligente: altrimenti, chi vorrebbe acquistare una Audi se la reputazione è segnata da frequenti contrattempi durante le gare?

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