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Lewis Hamilton in a Ferrari race suit in the Ferrari garage

Hamilton esaurisce le scuse dopo aver esaudito il suo capriccio alla Ferrari

Hamilton esaurisce le scuse dopo aver esaudito il suo capriccio alla Ferrari

Alessandro Lombardo
Lewis Hamilton in a Ferrari race suit in the Ferrari garage

La stagione 2025 di Formula 1 non è sembrata portare benefici a Lewis Hamilton.

Dopo due anni in cui il pilota britannico non era riuscito a conquistare una vittoria con la Mercedes (2022 e 2023), il sette volte campione è riuscito a rompere una digiuno di 945 giorni con un trionfo convincente al Gran Premio di Gran Bretagna del 2024.

Successivamente, Hamilton ha conquistato un ulteriore successo in Belgio, ereditando la vittoria a seguito della squalifica del compagno di squadra George Russell.

Questi due trionfi nell’ultima stagione con le Silver Arrows sarebbero potuti coronare una carriera brillante; tuttavia, il pilota ha scelto di cercare nuovi orizzonti, realizzando il sogno di sempre firmando per la Ferrari. Dopo un anno in cui ha debuttato davanti a un pubblico infervorato, le scuse per giustificare il mancato raggiungimento delle elevate aspettative della Scuderia si stanno esaurendo.

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Adami fuori, Hamilton dentro?

Negli ultimi interventi del 2025, Hamilton si era mostrato ottimista, preannunciando un cambio nel personale per segnare un punto di svolta in vista della stagione 2026. Solo due settimane dopo l’inizio del nuovo anno, però, la riorganizzazione si è fatta concreta: il 16 gennaio Ferrari ha infatti annunciato che Ricciardo Adami, l’ingegnere di gara che aveva affiancato Hamilton durante l’ultima stagione, lascia il suo incarico per assumere nuove responsabilità come responsabile della Ferrari Driver Academy e per supervisionare i test sui modelli precedenti.

Questa scelta è stata accolta favorevolmente dai tifosi, soprattutto alla luce delle tensioni che hanno contraddistinto l’intero anno tra Adami e Hamilton. L’ex coppia non sembrava mai aver raggiunto quella sinergia indispensabile, e il solido supporto offerto in passato da Peter Bonnington rischia ora di rimanere un ricordo lontano. Il nuovo ingegnere, al contrario, sembra non offrire al pilota il supporto necessario, elemento particolarmente rilevante ora che Hamilton, a 41 anni, deve fare i conti con le elevate aspettative che lo accompagnano.

Il team di Maranello non ha ancora svelato l’identità del nuovo ingegnere di gara, ma la posta in gioco è alta: Hamilton è chiamato a dimostrare di meritare i 55 milioni di sterline investiti nella sua campagna. Con il tempo che stringe e in vista delle nuove normative che, dal 2026, renderanno più omogenee le condizioni di competizione, il campione britannico non potrà più nascondersi dietro giustificazioni se non riuscirà ad adattarsi rapidamente alla nuova realtà.

Fedele alla sua capacità di rinascere in situazioni difficili, Hamilton deve ora rinnovare la propria carriera. Anche l’eventuale sintonia con il nuovo ingegnere rischierebbe di rivelarsi insufficiente se le prestazioni in pista non migliorassero, lasciando spazio a critiche che già dipingono il passaggio alla Ferrari come un vero e proprio suicidio professionale.

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