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A photo of the Ferrari logo at the USGP in 2018

L'accordo con la Ferrari OSTACOLA il progresso di un team di F1

L'accordo con la Ferrari OSTACOLA il progresso di un team di F1

Alessandro Lombardo
A photo of the Ferrari logo at the USGP in 2018

Un dirigente del team di Formula 1 ha ammesso che, sebbene l’accordo con Ferrari offra dei vantaggi, ne ha anche limitato lo sviluppo.

Haas, cliente dei motori Ferrari sin dal suo debutto in F1 nel 2016, ha potuto contare sull’utilizzo del simulatore di Ferrari a Maranello, ma il fatto che la maggior parte degli ingegneri operi a Banbury, nel Regno Unito, comporta notevoli complicazioni logistiche. Fortunatamente, la collaborazione con Toyota Gazoo Racing ha aperto nuove prospettive, permettendo all’équipe di installare il proprio simulatore a Banbury, previsto per il periodo compreso tra maggio e giugno 2026.

L’alleanza pluriennale siglata lo scorso anno tra Toyota e Haas prevede che, a partire dalla stagione 2026, il marchio giapponese assuma il ruolo di sponsor principale. In un’intervista a The Race, il direttore del team, Ayao Komatsu, ha spiegato come l’utilizzo del simulatore di Ferrari a Maranello si sia rivelato problematico, soprattutto perché la gestione del tool diventa complicata vista la distanza dal centro tecnico inglese e il tempo limitato a disposizione.

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Continuerà la collaborazione tra Haas e Ferrari?

Per quanto riguarda il nuovo simulatore di Banbury, Komatsu ha sottolineato la sua importanza strategica, evidenziando al contempo le difficoltà organizzative legate al fatto che la maggior parte del team di ingegneri risiede nel Regno Unito, mentre il simulatore si trova in Italia. “Sarebbe stato ideale disporre di questa risorsa con almeno sei mesi di anticipo, soprattutto in vista delle nuove normative del 2026, che renderanno ancor più essenziale l’utilizzo di tale tecnologia”, ha dichiarato. Nonostante la nuova alleanza con Toyota, Haas manterrà la collaborazione tecnica con Ferrari fino al 2028, assicurandosi così la potenza necessaria per competere nel nuovo contesto regolamentare.

Guardando oltre il 2028 il futuro rimane incerto per la scuderia, mentre Toyota non prevede di tornare a fornire motori in F1, dopo aver interrotto la produzione nel 2009. Al contempo, il coinvolgimento della casa giapponese potrebbe influire sulla formazione della squadra, incentivando l’ingresso di giovani talenti locali. Questa situazione potrebbe avere ripercussioni sulle ambizioni del pilota sostenuto da Ferrari, Ollie Bearman, e, in un contesto in cui recenti difficoltà hanno interessato anche figure di spicco come Lewis Hamilton all’interno della Scuderia, il giovane potrebbe trovare opportunità per dimostrare il proprio valore prima di dover affrontare responsabilità maggiori.

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