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Lewis Hamilton, Ferrari, Australia, 2026

Hamilton denuncia il FALLIMENTO strategico della Ferrari dopo il GP d'Australia

Lewis Hamilton, Ferrari, Australia, 2026 — Foto: © IMAGO

Hamilton denuncia il FALLIMENTO strategico della Ferrari dopo il GP d'Australia

Manca una gara al 2026 e la Ferrari sta già rovinando di nuovo la sua strategia.

Alessandro Lombardo

Ferrari torna ad adottare decisioni strategiche alquanto discutibili, come si è visto nello scorso Gran Premio d’Australia a Melbourne, prima tappa di una stagione interamente rinnovata sotto il profilo del telaio e dell’unità motrice.

Nonostante Mercedes abbia confermato la sua supremazia inaugurando l’anno con un netto 1-2, il duo della Scuderia – Lewis Hamilton e Charles Leclerc – ha concluso dietro il gruppo delle Silver Arrows. Hamilton ha commentato che il suo ex team sembrava più veloce e che ottenere un terzo e un quarto posto costituiva, probabilmente, il risultato migliore che Ferrari potesse ambire in quella giornata.

Con sette titoli mondiali al suo attivo, Hamilton sa riconoscere quando un errore può cambiare le sorti della gara, e per questo ha fortemente criticato la scelta di Ferrari di non far entrare in pit nessuno dei suoi piloti al momento dell’attivazione del safety car virtuale al giro 12.

Dopo che Isack Hadjar, pilota della Red Bull, è stato costretto ad abbandonare a causa di un guasto tecnico nel suo nuovo monoposto, la FIA ha deciso di attivare il safety car virtuale. Mentre i rivali Ferrari approfittavano dell’occasione entrando in pit, Leclerc – in testa – e Hamilton – che si era spinto al secondo posto dopo una partenza impressionante – sono rimasti in pista.

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Hamilton «ha assolutamente ragione», afferma Brundle

Passando davanti all’ingresso box senza essere chiamato dalla Scuderia, Hamilton ha prontamente comunicato via radio al suo ingegnere di gara ad interim, Carlo Santi: «Almeno uno di noi avrebbe dovuto entrare». Durante la diretta, il leggendario commentatore di F1 Martin Brundle non ha esitato a sottolineare: «Lewis ha assolutamente ragione». Pur avendo in seguito moderato le sue critiche riguardo alla gestione dei box, è evidente che il pilota continua a cercare il sostegno necessario dal suo nuovo team. Ferrari, d’altro canto, dovrà ancora lavorare intensamente per porre fine alla più lunga siccità di titoli, sia di piloti che di costruttori, nella storia della squadra.

La strategia Ferrari in discussione

Nel corso della trasmissione domenicale, l’analista di Sky Sports F1 Bernie Collins ha cercato di fare chiarezza sulla logica dietro le decisioni della Scuderia. Ha ricordato come Hamilton, durante il primo periodo di safety car virtuale, abbia affermato con decisione in radio: «Almeno un’auto avrebbe dovuto entrare in pit». Collins ha poi osservato: «Mi ha sorpreso che Mercedes puntasse su una strategia doppia quando le due vetture erano così vicine, pur dimostrando grande fiducia nel proprio piano. Nel secondo safety car virtuale, Charles Leclerc si è posizionato esattamente sulla linea di partenza al momento dell’attivazione, mentre Lewis era leggermente arretrato. Con il segnale giallo in pista da 19 secondi, Ferrari aveva il tempo sufficiente per reagire, sollevando numerose domande». L’ex stratega F1 di Aston Martin ha quindi invitato l’ex pilota e attuale commentatore di Sky Anthony Davidson a ricreare il confronto che la Scuderia avrebbe dovuto intrattenere con Hamilton, evidenziando quanto sarebbe stato semplice evitare un simile errore nelle fasi iniziali della gara.

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