Valtteri Bottas, già compagno di squadra di Checo Pérez, si prepara a una nuova avventura in Formula 1 con il team Cadillac, che debutterà nella stagione 2026.
Dopo un anno di pausa, il pilota finlandese –decimo vincitore di Gran Premi– affronta la nuova stagione con grande entusiasmo, consapevole delle numerose trasformazioni in arrivo. "Sono davvero emozionato", ammette Bottas, sottolineando che la trasformazione riguarda ogni aspetto: nuove regole, unità di potenza innovative e, soprattutto, un team completamente diverso. L’adattamento richiederà flessibilità e un forte lavoro di squadra per superare le sfide che verranno.
Il passaggio a Cadillac rappresenta un salto nel buio, un territorio inesplorato dove anche il linguaggio e il metodo di lavoro risultano differenti rispetto alle esperienze precedenti. "È fondamentale approcciarsi con mentalità collaborativa e prendere decisioni in gruppo", aggiunge Bottas, evidenziando l’importanza della condivisione e della sinergia in un contesto in costante evoluzione.
Cadillac sfrutta l’esperienza di Pérez e Bottas
Il progetto Cadillac si arricchisce ulteriormente con l’ingresso di due piloti di comprovata esperienza: accanto a Bottas, al team si unirà anche Sergio Pérez. La scuderia punta a far leva sul bagaglio di esperienze maturato in realtà di successo come Red Bull Racing e Mercedes, con l’obiettivo di integrare preziosi insegnamenti nel proprio sviluppo. Secondo Bottas, il confronto e il trasferimento di conoscenze sono elementi fondamentali, soprattutto considerando la lunga lista di innovazioni e modifiche che il nuovo regolamento comporterà.
Le novità interessano non solo l’organizzazione interna, ma anche il design delle vetture. La nuova generazione di monoposto si presenta più compatta e leggera, un cambiamento paragonabile all’impatto dell’introduzione dei motori ibridi nel 2014 e alle evoluzioni successive del 2017. Ora, l’innovazione si fa ancora più incisiva: meno downforce, pneumatici più piccoli, un maggior scivolamento e un notevole aumento della coppia in uscita dalle curve, elementi che renderanno ogni prova un banco di prova per queste tecnologie.
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Prove invernali: i primi segnali
Nonostante l’ampia esperienza e le lunghe sessioni al simulatore, Bottas ammette che sia ancora difficile prevedere con certezza il comportamento delle vetture in pista. Durante il primo shakedown –e auspicabilmente prima della prima sessione ufficiale– non si avranno riferimenti chiari: la vettura potrebbe rivelarsi decisiva oppure solo nella media, senza confronti certi con gli altri modelli. Le iniziali impressioni saranno basate su dati e sensazioni, mentre le differenze tra le unità di potenza potrebbero rivelarsi più marcate che mai.
Ogni cambiamento richiede uno stile di guida diverso
Bottas evidenzia come ogni modifica alle normative imponga un adattamento continuo nello stile di guida. "Le vetture non sono mai uguali", afferma, richiamando l’importanza di un approccio dinamico che combini analisi tecnica e sensazioni al volante. Spesso i dati offerti dagli ingegneri rivelano aspetti che non si percepiscono immediatamente, mentre sul campo è l’istinto a guidare la scelta delle traiettorie ideali: essere più aggressivi o fluire in maniera più elegante in ogni curva. Solo sperimentando diverse linee di guida si potrà scoprire il ritmo perfetto per confrontarsi con le nuove sfide.
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