Juan Pablo Montoya sostiene che Max Verstappen debba prestare maggiore attenzione al ruolo di ambasciatore della Formula 1.
Il pilota colombiano ha commentato le recenti critiche del campione olandese, espresse in seguito alle nuove normative in arrivo quest'anno. Secondo Montoya, un campione del mondo ha l’obbligo di custodire l’immagine di quest’élite motoristica. Le sue osservazioni sono state illustrate durante il podcast di AS Colombia.
Il malcontento di Verstappen è emerso già dalla prima settimana di test a Bahrein, quando il pilota ha definito le nuove regole come una sorta di "Formula E potenziata". Il quadruplicato campione mondiale ha espresso preoccupazioni per il crescente grado di elettrificazione e per la gestione dell’energia, aspetti che, secondo lui, rischierebbero di compromettere l’essenza diretta e appassionata delle gare. Pur riconoscendo l’importanza di far sentire la propria voce, Montoya ritiene che tali dichiarazioni possano danneggiare l’immagine complessiva della Formula 1.
Verstappen come immagine
Montoya sottolinea come un pilota del calibro di Verstappen non possa esprimersi senza considerare le possibili ripercussioni. Sebbene un campione del mondo sia libero di dire ciò che ritiene opportuno, egli ha anche la responsabilità di rappresentare l’intera disciplina.
Il colombiano ricorda che il pilota olandese è una delle figure di punta della categoria. "Esporre la propria opinione non è un problema, ma bisogna tenere presente che lui incarna il prodotto. Come ha detto Lando Norris: 'Se non ti piace, sali in macchina'. Max è interessato solo alla competizione finché percepisce un giusto compenso, e se decidesse di ritirarsi, esisterebbero sempre numerose alternative", conclude l’ex pilota Williams.
Correlato: ULTIME NOTIZIE: La Ferrari avrà il suo "MOTORE ILLEGALE"
Tanque di guerra
Secondo Montoya, le parole di Verstappen incidono notevolmente sulla percezione pubblica delle nuove regole: se il pilota dovesse dichiarare apertamente che il regolamento è disastroso, il pubblico comincerebbe a crederci. Tuttavia, l’ex corridore non interpreta i cambiamenti come un passo indietro.
Ricorda che, pur se l’auto non avrà lo stesso feeling delle precedenti, i piloti un tempo gareggiavano come se fossero a bordo di un vero e proprio carro armato di 400 metri. Le nuove vetture mantengono una presenza imponente, ma offrono una guida più efficiente, soprattutto sui circuiti cittadini grazie a una migliore aderenza al tracciato.
Concentrarsi sui risultati
Montoya commenta che le lamentele sul fatto che le monoposto non riuscirebbero a stare al passo sono una reazione naturale ai grandi cambiamenti regolamentari. Il veterano della Formula 1 consiglia al pilota della Red Bull di fare affidamento sulle risorse a sua disposizione e di evitare di cercare giustificazioni quando le cose non vanno come previsto. "Se vinci, nessuno si ricorderà delle lamentele; se invece ti trovi in difficoltà, la colpa ricadrà sempre sulle regole", osserva con convinzione.
Regole più severe per i piloti
Infine, Montoya suggerisce che la direzione della Formula 1 dovrebbe intervenire con decisione contro le dichiarazioni negative dei protagonisti. Secondo lui, la categoria deve proteggersi da critiche interne che potrebbero minare la sua immagine. "Se fossi nel comitato direttivo della F1, introdurrei norme molto più rigide per chi ha il compito di rappresentare questo sport", conclude il sette volte vincitore di Gran Premi.
Vuoi ricevere TUTTE le informazioni su Ferrari, Hamilton, Antonelli e Leclerc nella tua e-mail? Iscriviti qui!
Correlato