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Angry Vasseur on the phone edited behind Hamilton covering his face with his hand in Ferrari F1 kit

L'errore di Hamilton TURBA l'armonia in Ferrari F1

L'errore di Hamilton TURBA l'armonia in Ferrari F1

Alessandro Lombardo
Angry Vasseur on the phone edited behind Hamilton covering his face with his hand in Ferrari F1 kit

Mentre Ferrari si prepara per la stagione 2026 della Formula 1 con un’organizzazione che sembra scorrere a meraviglia, un ex pilota ha lanciato un monito: la mancanza di un ingegnere di pista esclusivo per Lewis Hamilton potrebbe compromettere l’armonia interna della Scuderia.

Un apparente dettaglio tecnico che, se trascurato, rischierebbe di incidere negativamente sul rendimento della squadra, soprattutto in vista delle importanti sfide che attendono il team italiano.

Il sette volte campione ha avuto un inizio difficile con Ferrari, ma ora ritrova l’ottimismo, dichiarando di trovarsi “in un posto molto migliore” e godendosi a pieno la guida del nuovo SF-26. Le sue prestazioni fulminee durante le sessioni di prova a Bahrain, accompagnate dalla straordinaria rimonta di Charles Leclerc nell’ultimo giorno di test, hanno rafforzato la fiducia all’interno dell’omonima Scuderia in un campionato che si preannuncia combattuto.

Tuttavia, secondo quanto afferma l’ex pilota Ivan Capelli, l’assenza di un ingegnere di pista dedicato a Hamilton potrebbe generare incertezza per il britannico, mettendo in discussione quell’equilibrio e quella tranquillità che, grazie al design estremamente coerente del monoposto, hanno sempre contraddistinto Ferrari. Un dettaglio che, seppur tecnico, rischia di pesare sull’assetto mentale e operativo del pilota più blasonato della griglia.

Ferrari ha optato per sostituire Riccardo Adami, l’ingegnere che aveva supportato Hamilton durante il complicato 2025, segnato da diversi scambi tesi in radio. La decisione di lasciarsi alle spalle il tecnico italiano ha però lasciato un vuoto immediato, costringendo il team a ricorrere a soluzioni temporanee: a Barcellona Bryan Bozzi ha dovuto coprire il ruolo per entrambi i piloti, mentre a Bahrain Hamilton ha potuto contare, almeno per il momento, sull’esperienza di Carlo Santi.

Sul fronte delle prestazioni del nuovo SF-26, Capelli ha evidenziato come il monoposto colpisca per una logica progettuale evidente, che si sviluppa in maniera lineare dalla parte anteriore a quella posteriore. A differenza di altri modelli passati, spesso caratterizzati da un design frammentato in cui le componenti sembravano non dialogare fra loro, questo veicolo si distingue per la sua armonia e coerenza, qualità fondamentali per affrontare le sfide di un campionato di altissimo livello.

Interrogato sull’atmosfera all’interno della struttura Ferrari, l’ex pilota ha descritto un clima di grande tranquillità, che ha consentito di raccogliere tutte le informazioni necessarie e di completare i programmi di prova senza particolari intoppi. Una condizione che, secondo Capelli, rappresenta un elemento chiave per creare quell’ambiente di fiducia e collaborazione indispensabile in pista.

Nel commentare l’assenza di un ingegnere di pista a tempo pieno per Hamilton, Capelli ha ricordato la propria esperienza personale, citando un episodio del 1992 in cui conobbe il suo tecnico durante il viaggio verso la prima gara. Secondo lui, la costruzione di una solida relazione lavorativa richiede tempo e continuità, qualità che sono fondamentali per ottenere risposte rapide e una complicità imprescindibile in momenti di alta pressione. Per questo motivo sorprende che, dopo mesi di preparazione, Ferrari non abbia ancora individuato il professionista idoneo a ricoprire questo ruolo strategico.

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Chi è l'ingegnere di pista di Hamilton nella F1 2026?

Sebbene Ferrari non abbia ancora confermato ufficialmente un nuovo ingegnere per Hamilton, il team si sta adoperando per colmare questa lacuna entro il Gran Premio d’Australia, evento che aprirà la stagione e si avvicina rapidamente. Nel frattempo, Carlo Santi dovrebbe mantenere la funzione in veste provvisoria durante quelle prime gare e test, assicurando una continuità operativa fondamentale in vista di una campagna impegnativa.

Tra le ipotesi sul candidato ideale, si parla dell’ex ingegnere della McLaren Cedric Michel-Grosjean, che di recente ha annunciato su LinkedIn di voler prendersi una pausa per “rilocalizzarsi”. Con un’esperienza che lo ha visto ricoprire il ruolo di ingegnere capo per la performance in pista durante tutto il 2025, è possibile che attualmente sia in un periodo di inattività. Questo contesto spiega la necessità di una soluzione interinale, che nel breve termine ha visto la conferma della presenza di Santi.

Hamilton ha manifestato, in diverse occasioni, la sua preoccupazione per la mancanza di un ingegnere a tempo pieno, sottolineando come l’ulteriore cambio del tecnico durante la stagione potrebbe rivelarsi dannoso. Per il campione britannico, la continuità e il consolidamento di una collaborazione duratura rappresentano elementi essenziali per affrontare con serenità e competitivezza le sfide che si preannunciano nel nuovo campionato.

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