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Hamilton and Vasseur edited alongside one another in Ferrari kit with black background split by yellow and red centre lines

Ferrari celebra l'inizio da SOGNO del secondo anno del Progetto Hamilton

Ferrari celebra l'inizio da SOGNO del secondo anno del Progetto Hamilton

Alessandro Lombardo
Hamilton and Vasseur edited alongside one another in Ferrari kit with black background split by yellow and red centre lines

Ferrari ha mostrato prospettive molto positive durante le prove private di Formula 1 svoltesi a Barcellona, con Lewis Hamilton e Charles Leclerc protagonisti sulla pista del Circuit de Barcelona-Catalunya.

L’evento, in programma per cinque giorni a partire da lunedì, ha offerto ai team la possibilità di scegliere fino a tre sessioni dedicate ai test, assicurando ampie opportunità per ottimizzare le vetture e affinare le strategie in vista delle competizioni future.

La Scuderia ha scelto di fare il suo ingresso martedì, il primo dei tre giorni a disposizione. In una mattina per lo più asciutta, Charles Leclerc ha completato 64 giri a bordo della nuova monoposto Ferrari F1, sfruttando appieno le condizioni favorevoli. Nel pomeriggio, Lewis Hamilton ha preso il volante della SF-26, dovendo confrontarsi con un clima altalenante e qualche precipitazione; il sette volte campione ha però aumentato il numero di giri senza registrare problemi di affidabilità.

Il pilota di 41 anni si è presentato rinnovato e decisamente più ottimista rispetto alle interviste rilasciate alla fine del 2025, suggerendo che il secondo anno in Ferrari potrebbe prendere una piega decisamente più positiva rispetto al debutto.

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Ferrari a tutta macchina nelle prove per il 2026

Nonostante le sessioni di Barcellona si siano svolte a porte chiuse, si possono già notare segnali incoraggianti riguardo l’affidabilità della nuova unità di potenza Ferrari, rafforzati dal fatto che il cliente Haas ha completato 154 giri lunedì scorso. Questo risultato testimonia la solidità del motore anche in condizioni variabili e conferma la serietà del progetto.

Matteo Togninalli, responsabile dell’Ingegneria Pista della Scuderia, ha commentato la sessione di martedì, evidenziando come le condizioni meteorologiche – una mattina con circa un’ora e mezza di pista asciutta seguita da un pomeriggio prevalentemente umido e piovoso – abbiano permesso di superare le 120 sessioni, quasi il doppio della distanza di gara, senza particolari inconvenienti di affidabilità.

Riguardo alle prestazioni, Togninalli ha precisato che è ancora troppo presto per trarre conclusioni definitive: il team è ancora in fase di conoscenza del nuovo bolide, apportando continui aggiustamenti e accumulando giri per perfezionare ogni dettaglio. Ha inoltre sottolineato l’immensità del progetto 2026, frutto di anni di lavoro sulla nuova unità di potenza e sulla vettura, e ha aggiunto che, sebbene i risultati siano promettenti, resta ancora molto da ottimizzare in vista dei prossimi test, soprattutto con il ritorno a condizioni asciutte a Baréin che offriranno l’opportunità di lavorare più intensamente su grip e prestazioni con pneumatici non bagnati.

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