Hamilton si avvia verso il peggior incubo della F1 con la Ferrari.
Hamilton si avvia verso il peggior incubo della F1 con la Ferrari.
Alessandro Lombardo
Lewis Hamilton si trova adesso ad affrontare la sua sfida più ardua in Ferrari, nonostante il trasferimento a Maranello avesse inizialmente alimentato le speranze per un ottavo titolo mondiale del campione britannico.
Quando il sette volte campione annunciò l'addio a Mercedes prima dell'inizio della stagione 2024, l'intero mondo del motorsport rimase sbalordito. L'arrivo nella Scuderia, nel gennaio 2025, sembrava aprire le porte a possibilità infinite, alimentando l'entusiasmo per un futuro ricco di successi.
Potrà Hamilton essere colui che riporterà Ferrari ai vertici del mondiale, regalando alla leggendaria scuderia italiana un successo in capo al campionato dal 2008? Resta da vedere se riuscirà a superare il record di vittorie sul titolo detenuto da Michael Schumacher, ma al momento i pronostici non appaiono particolarmente favorevoli.
La situazione attuale del pilota britannico ricorda quei periodi difficili vissuti da Schumacher, quando il rientro dopo il ritiro si tradusse in tre stagioni di risultati deludenti in Mercedes. Pur non allontanandosi mai completamente dalle piste, l'introduzione dell'era del "ground effect" nel 2022 ha visto Hamilton perdere progressivamente il contatto con la corsa per il titolo.
Il miglior risultato nel campionato piloti, dopo essere stato a un passo dalla vittoria nel 2021 contro Max Verstappen, è arrivato con un terzo posto nel 2023. Nonostante l'inizio altalenante nella sua prima stagione con la Scuderia rossa, Hamilton ha chiarito che non permetterà ai precedenti insuccessi di determinare il suo destino: il suo impegno è rivolto a conquistare il successo tanto ambito.
La scuderia di Maranello aveva celebrato l'ultimo titolo piloti nel 2007 grazie a Kimi Räikkönen e, nonostante la presenza del campione finlandese anche nella stagione successiva, Ferrari riuscì a imporsi solo nel campionato costruttori, mentre Hamilton si era già adornato del titolo nel 2008.
Ferrari have a history of failing to provide champions with a title-winning car
Durante il Gran Premio del Belgio, Hamilton ha spiegato le ragioni per cui rifiuta di seguire il percorso tradizionale dei campioni che scelgono Ferrari per tornare in corsa per il titolo. "Vedo un enorme potenziale in questa squadra. La passione è ineguagliabile, ma l'organizzazione è immensa e non tutte le sue componenti funzionano come dovrebbero", ha dichiarato.
Ha aggiunto: "Il mio ruolo è indagare ogni settore e interrogare ciascun membro del team, soprattutto chi prende le decisioni. Negli ultimi vent'anni, pur contando su piloti eccezionali come Kimi, Fernando e Sebastian, la scuderia non è riuscita a conquistare un campionato mondiale. Io non sono disposto a vedere la mia carriera concludersi in questo modo."
Hamilton è ben consapevole che la storia di Ferrari con i campioni non è esemplare. Dopo il titolo del 2008, la Scuderia ha ingaggiato il due volte campione Fernando Alonso e il quattro volte campione Sebastian Vettel, dimostrando che indossare il rosso, per quanto iconico, non garantisca automaticamente un ritorno al vertice del campionato.
Il tempo stringe per il veterano campione, che deve spezzare quella che ormai viene definita la maledizione Ferrari, condannata anche a Vettel e Alonso. Pur lavorando affinché la vettura del 2026 si adatti meglio alle sue esigenze, il pilota 40enne è consapevole che ogni ulteriore mancanza di competitività rischia di incidere sulla sua carriera.
La pazienza nei confronti del team è ormai ai limiti, come traspare chiaramente dal suo atteggiamento al recente Gran Premio d’Ungheria.
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