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Lewis Hamilton looking downcast edited in front of a background of the Singapore GP circuit

Hamilton DEVE apportare un cambiamento alla Ferrari se vuole avere successo

Hamilton DEVE apportare un cambiamento alla Ferrari se vuole avere successo

Alessandro Lombardo
Lewis Hamilton looking downcast edited in front of a background of the Singapore GP circuit

Nessuno è così entusiasta di voltare pagina sull’era del ground effect in Formula 1 come Lewis Hamilton. Le nuove normative del 2022 hanno introdotto un sistema aerodinamico basato sul ground effect, mettendo fine al dominio della Mercedes, che ha incontrato notevoli difficoltà a gestire questo concetto innovativo.

Contestualmente, il declino della casa tedesca si è accompagnato a una flessione di Hamilton in Ferrari: un passaggio che si sperava avrebbe cancellato vecchi problemi e restituito competitività, ma che ha portato risultati ben al di sotto delle aspettative. L’ex dirigente Mercedes Toto Wolff ha cercato di analizzare questa spirale, attribuendo in parte le difficoltà alla vettura e al suo stile di guida.

Il direttore della scuderia Ferrari, Fred Vasseur, ha però evidenziato come il nuovo contesto tecnico abbia giocato un ruolo cruciale nelle difficoltà del campione, fatto riscontrabile nel netto distacco in classifica con il compagno Charles Leclerc, che nel 2025 lo ha superato di ben 86 punti.

Si prevede che il 2026 possa offrire nuove prospettive per Hamilton: con la fine dell’era del ground effect e l’entrata in vigore di un nuovo set di regole, unitamente a una stagione completa in Ferrari, l’inglese avrà l’opportunità di esprimere al meglio le sue qualità alla guida di una vettura che valorizzi ogni sua dote.

Anche se disporre di una macchina competitiva riveste un ruolo fondamentale – e Ferrari si sta impegnando al massimo per realizzare una vettura all’altezza delle sfide – il successo di Hamilton dipenderà anche dalla capacità di adattarsi alle nuove esigenze del 2026.

Le vetture future richiederanno infatti un approccio diverso alla guida, capace di estrarre ogni goccia di prestazioni in un contesto tecnologico ancora in evoluzione. La sfida sarà duplice: modificare lo stile di guida e adeguarsi al paradigma del pilota moderno, in cui il lavoro ai simulatori rappresenta ormai uno strumento imprescindibile.

Correlato: ESPLOSIONE: Toto Wolff critica duramente Lewis Hamilton per essere andato alla Ferrari

Il reto di Hamilton nel 2026

Le vetture del 2026 presenteranno un telaio più stretto e ruote di dimensioni ridotte, con una riduzione dell’interasse di 200 mm (da 3400 mm) e della larghezza di 100 mm (da 1900 mm), determinando così un minor grip e una diminuzione della stabilità aerodinamica.

Durante il Gran Premio del Belgio 2025, Charles Leclerc ha sottolineato come le nuove normative imporranno ai piloti di dover in parte abbandonare i ritmi acquisiti in anni di esperienza, costringendoli a ricominciare praticamente da zero.

Il compagno di squadra ha commentato: “È strano dover cancellare dei riflessi ormai consolidati, ma fa parte del processo. Dobbiamo reinventare il modo di estrarre performance dalla vettura, affrontando una sfida enorme. Non vedo l’ora di confrontarmi con questo nuovo scenario, sebbene sia molto diverso da ciò che abbiamo sempre conosciuto.” Persino Esteban Ocon ha paragonato il cambiamento a una transizione verso il rally, evidenziando quanto radicale possa risultare il salto verso queste nuove regole.

I cambiamenti regolamentari sembrano dunque favorire chi saprà adattarsi in tempi rapidi. Ferrari, impegnata sin dall’inizio del progetto per perfezionare sia l’aerodinamica che l’unità di potenza – con l’occhio anche a innovazioni come un ambizioso cilindro in lega d’acciaio – intende affrontare queste sfide. Tuttavia, anche se si riuscirà a realizzare una vettura competitiva, la gestione al volante rimarrà un compito arduo, come dimostrato dalle difficoltà incontrate dai piloti della squadra olandese, dove la complessità della dinamica posteriore esige un’immediata capacità di adattamento.

Il punto critico per Hamilton resta la sua apparente difficoltà nel trarre il massimo da una macchina tecnicamente complessa. Pur essendo il 2025 la sua prima stagione con la Ferrari, Leclerc ha saputo dimostrarsi più rapido e ha gestito con maggiore efficacia le carenze dell’SF-25, grazie a un’esperienza pluriennale nella Scuderia, mentre l’inglese, a 40 anni, si trova in una fase diversa della sua carriera. Il futuro successo nel 2026 dipenderà quindi non solo dalla macchina, ma anche dall’abilità di rinnovarsi e di sfruttare, con l’ausilio dei simulatori, ogni opportunità per migliorare ulteriormente.

In dichiarazioni a Sport1, Ralf Schumacher ha rivelato che dietro le quinte si commenta una certa riluttanza di Hamilton nell’uso dei simulatori, in favore della sensazione autentica che si prova al volante. Questo atteggiamento evidenzia non solo una questione legata all’età, ma soprattutto una mentalità che si fa sempre più resistente al cambiamento. Se, infatti, mentre i suoi rivali accumulano ore virtuali preparando la stagione, Hamilton non riesce ad adeguarsi, rischia di restare indietro in un calendario estremamente serrato che, con 24 gare e un periodo invernale ridotto, lascerà pochissimo margine di recupero.

In definitiva, il 2026 si preannuncia come un anno ricco di sfide monumentali per Lewis Hamilton, che dovrà rivedere il proprio approccio per riconquistare i livelli di eccellenza che lo hanno reso leggenda. La grande incognita rimane: il campione riuscirà ad adattarsi in tempo, sfruttando a pieno le nuove opportunità tecniche e ritrovando quella stabilità, soprattutto nella parte posteriore della vettura, tanto essenziale per dominare le piste? Solo il tempo lo dirà.

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