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Hamilton smirking as Leclerc looks annoyed in the background on F1 grid

Hamilton vuole porre fine alla maledizione dei 6.700 giorni della Ferrari

Hamilton vuole porre fine alla maledizione dei 6.700 giorni della Ferrari

Alessandro Lombardo
Hamilton smirking as Leclerc looks annoyed in the background on F1 grid

McLaren, Brawn, Red Bull e Mercedes hanno dominato la Formula 1 negli ultimi vent'anni. Ma sarà possibile che Lewis Hamilton ridona lustro alla Ferrari e si inserisca in quella lista d’élite?

Sono passati ben 6.700 giorni dal trionfo finale della Scuderia nel 2007, un dato che rende difficile immaginare come il team più vincente della storia dell’F1 possa aver atteso così a lungo per riscoprire il sapore del successo. Anche quando Kimi Räikkönen sollevò il trofeo in Brasile, si trovava a un solo punto da Hamilton e Fernando Alonso, e la vittoria gli sfuggì di poco.

L’epoca del dominio incontrastato della Ferrari appartiene a quella straordinaria era di Michael Schumacher, mentre da allora rivali come Mercedes e Red Bull si sono affermati al vertice della categoria. La grande incognita per il 2026 è se sarà davvero l'anno in cui si spezzerà la "maledizione Ferrari" e se Hamilton saprà essere il protagonista del cambiamento oppure se la fortuna sorriderà al giovane compagno Charles Leclerc.

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Ferrari potrebbe vincere il campionato… ma è Hamilton il pilota giusto?

Se i test nel circuito di Bahrein sono da considerarsi un campanello d'allarme, la risposta sembra positiva. Non solo è stato registrato il tempo più veloce – un 1:31.992 messo a segno dall’incomparabile Charlie – ma l’SF-26 sfoggia anche numerose innovazioni pensate per sorprendere. Il lancio esplosivo del prototipo, soprannominato “Road Runner”, ha lasciato indietro la concorrenza e l’inedita aletta posteriore rotante a 180 gradi ha già suscitato l’attenzione di tutto il paddock.

Naturalmente, come spesso accade, ci sono voci scettiche: in passato si era visto come Leclerc risultasse il più veloce nei test del 2019, solo per far poi trionfare Mercedes durante l’intera stagione. È plausibile ipotizzare che nel 2026 si possa verificare uno scenario simile. Immaginando, per il dibattito, che la Ferrari sia il team da battere e che Hamilton disponga di una monoposto competitiva, resta da vedere se riuscirà a rompere la maledizione. Una valutazione realistica suggerisce che il compito non sarà affatto semplice.

Nonostante Hamilton appaia a suo agio con l’SF-26, è stato Leclerc a dettare il ritmo nei test, e il rendimento del britannico nel 2025 non passa inosservato. La costanza del compagno italiano potrebbe infatti ostacolare le ambizioni di un ottavo titolo mondiale per Hamilton. A complicare ulteriormente la situazione, vi sono anche le difficoltà legate alla gestione dell’enorme quantità di energia richiesta dalle vetture del 2026, un elemento che potrebbe rivelarsi particolarmente impegnativo per piloti della vecchia scuola come Hamilton e Alonso.

Controllare l’energia lungo un intero giro rappresenterà una sfida complessa per tutti i concorrenti, che dovranno fare affidamento sul supporto tecnico dei loro ingegneri sia in qualifica sia in gara. Fortunatamente, Hamilton conta su un ingegnere di gara permanente, con il quale ha instaurato una comunicazione eccellente e che gli garantirà l’assistenza necessaria in questa nuova ed esigente generazione di monoposto. In definitiva, sebbene il 2026 possa segnare la fine della maledizione Ferrari, scommettere su Hamilton come l’artefice di questo cambiamento rimane una scelta rischiosa, mentre puntare su Charles Leclerc appare una strategia più prudente.

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