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Kimi Antonelli, Mercedes, 2026, Social

Cos'è il sandbagging? Il VANTAGGIO per Antonelli in F1

Cos'è il sandbagging? Il VANTAGGIO per Antonelli in F1

alessandro
Kimi Antonelli, Mercedes, 2026, Social

La Formula 1 continua a sorprenderci con nuovi termini, come se un insegnante d’inglese particolarmente entusiasta ci lanciasse in continuazione vocaboli inediti.

Oggi affrontiamo il mistero dello sandbagging, una tattica che è diventata nota già dai test. A differenza di altri concetti come il "modo dritto", il "modo di sorpasso" o il "pulsante boost", lo sandbagging non è una novità delle normative del 2026, ma fa parte della F1 da tempo.

Forse avete sentito parlare del termine in relazione alla Mercedes, dopo le accuse di Max Verstappen di utilizzare "tattiche di distrazione" per nascondere la reale potenza della vettura. In sostanza, si tratta di un modo sofisticato per dire che, intenzionalmente, si sta non esprimendo al massimo il proprio potenziale.

La potenza mostrata dalla Mercedes ha innescato un acceso dibattito durante il periodo di pausa, con voci che suggeriscono come una gestione particolare del rapporto di compressione geometrica possa concedere loro un vantaggio di 0,3 secondi. Ma il focus qui è spiegare esattamente in cosa consiste lo sandbagging e perché i team di F1 lo adottano.

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Che cos’è lo sandbagging?

Durante i test, lo sandbagging indica la pratica deliberata di nascondere le reali prestazioni di macchina o pilota. Questa strategia viene messa in atto per fornire dati fuorvianti ai rivali oppure per sorprendere la concorrenza nella prima gara della stagione. La tattica può essere realizzata in modi differenti: caricando più carburante del necessario, impostando il motore per ottenere una potenza ridotta o, semplicemente, correndo a un ritmo più contenuto. Per le squadre si tratta quindi di trovare un equilibrio delicato tra la raccolta di informazioni utili e l’eventuale sandbagging.

L’ex ingegnere di Ferrari, Williams e Jordan, Rob Smedley, affermò nel 2019: “L’ideale è far correre la macchina con un quantitativo ragionevole di carburante, al massimo 40 kg, utilizzando pneumatici leggermente morbidi ed esaurendo la vettura al fine di analizzare le sue prestazioni e raccogliere dati preziosi.” Smedley spiegò inoltre: “Al contrario, si osserva spesso che le squadre d’élite impiegano 50 kg per l’intera settimana, senza mai ridurre quel carico. Ha tutto il senso, poiché raccolgono il maggior numero di informazioni possibili e, giunti ad Australia, si trovano in una posizione decisamente più vantaggiosa.”

Il tecnico proseguì: “Onestamente, non credo che le scuderie pratichino il sandbagging in maniera deliberata. A che servirebbe nascondere il proprio potenziale? Basta ripensare a quanto accaduto con Brawn nel 2009: arrivarono e, a dir poco, si stupirono persino della loro macchina. Al termine del primo giorno di test era evidente di avere un’auto straordinaria, in grado non solo di vincere la prima gara ma di dominare per diverse corse consecutive, senza che gli avversari potessero avvicinarsi. Cosa sarebbe cambiato se avessero cercato di celare il loro potenziale?”

Tuttavia, nel 2019 la Ferrari si dimostrò particolarmente competitiva durante le prove preliminari, tanto che Charles Leclerc sospettò un eventuale sandbagging da parte dei rivali. In effetti, quella stagione la Mercedes riuscì a conquistare 15 vittorie, ricordandoci che è sempre consigliabile interpretare i dati dei test con la massima cautela.

Quando inizia la stagione 2026 di F1?

Il secondo ciclo di test a Bahrayn si svolge questa settimana, dal 18 al 20 febbraio, mentre la stagione 2026 prenderà ufficialmente il via a Melbourne durante il Gran Premio d’Australia. La prima gara è prevista per l’8 marzo alle ore 15:00, ora locale (AEDT), corrispondenti alle 4:00 GMT e alle 23:00 ET.

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