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Hamilton during FP2 in Montreal

Cos'è quel dispositivo giallo sulla parte superiore delle auto di F1? | Speciale GPFans

Cos'è quel dispositivo giallo sulla parte superiore delle auto di F1? | Speciale GPFans

Alessandro Lombardo
Hamilton during FP2 in Montreal

I monoposto di Formula 1 sono autentiche opere d’arte tecnologica, sia all’interno che all’esterno. Tra gli elementi più distintivi spicca un dispositivo a forma di T, color giallo acceso, che non solo offre emozionanti inquadrature in diretta televisiva e sull’app F1 TV, ma svolge anche funzioni molto più complesse.

Fino a pochi decenni fa, le telecamere a bordo venivano installate esclusivamente sulle vetture dei team di punta durante le sessioni di test, prove libere o, in taluni casi, nei Gran Premi (come nel 1966) per riprese dedicate. Negli anni ‘50, ‘60 e ‘70 questi dispositivi risultavano troppo ingombranti e pesanti, rappresentando un vero svantaggio sia in qualificazione che in gara.

Negli anni ‘80, con i progressi nella miniaturizzazione, si aprì una nuova era: al Gran Premio tedesco del 1985 sul Nürburgring, François Hesnault, a bordo della sua Renault, divenne il primo pilota ripreso in diretta grazie a questa innovazione.

T-cam

Verso la fine degli anni ‘80 e i primi anni ‘90, un numero crescente di team cominciò a equipaggiare le vetture con telecamere a bordo. Inizialmente poste vicino alla spalla del pilota, presto si scoprì che il posizionamento frontale, subito dietro l’ala posteriore, garantiva riprese migliori. Nel 1995 apparvero le prime telecamere basiche sul “airbox”, il punto più elevato della vettura, e dal 1998 divenne obbligatorio collocarle in quella posizione, segnando l’avvento della T-cam così come la conosciamo oggi.

Oggi la tecnologia a bordo si è ulteriormente evoluta: oltre alla classica T-cam, sono presenti telecamere giroscopiche in grado di rimanere stabili durante le curve – come nel banking di Zandvoort –, dispositivi a 360° e sistemi montati sul visore, che offrono prospettive innovative e coinvolgenti per seguire l’azione in pista.

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Altre funzioni

La T-cam non si limita a fornire una visione aerea: all’interno di ogni scuderia convivono due colorazioni, una versione interamente nera e una in un brillante giallo. Ad esempio, in Red Bull Racing, Max Verstappen utilizza la T-cam nera, mentre Sergio Pérez quella gialla. Questo sistema, oltre a identificare numeri e caschi, aiuta a distinguere le vetture appartenenti allo stesso team, giocando un ruolo chiave nel coordinamento in tempo reale tra commissari e tecnici.

Per la FIA e i team, la T-cam rappresenta uno strumento imprescindibile. Collegata a un trasmettitore, invia dati fondamentali – come velocità, tempi sul giro, posizione in pista e temperatura delle gomme – permettendo ai tecnici di fornire indicazioni precise ai piloti tramite il computer di bordo integrato nel volante.

Anche la direzione di gara beneficia enormemente di questo sistema avanzato. Utilizzando un sofisticato sistema GPS, è possibile monitorare con precisione la posizione di ogni pilota sul tracciato e inviare tempestivamente avvisi, come la notifica del “Safety Car Virtuale”, direttamente sul volante. Questa tecnologia offre un supporto strategico sia ai team che agli appassionati, che seguono le gare in diretta su F1 TV, consentendo decisioni mirate, come evitare pit stop in situazioni di traffico intenso.

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